La tettonica a placche è l’idea secondo cui il guscio rigido esterno della Terra è suddiviso in grandi placche in movimento. Quando queste placche si allontanano, si scontrano o scorrono una accanto all’altra, generano molti dei principali schemi del pianeta: fasce sismiche, catene montuose, fosse oceaniche e molti vulcani.
Se devi ricordare una sola cosa, ricorda questa: la tettonica a placche riguarda soprattutto il moto relativo. Per capire una regione, chiediti come si muovono le placche l’una rispetto all’altra.
Che cosa sono le placche tettoniche?
Una placca tettonica è una grande porzione della litosfera terrestre, che comprende la crosta e la parte più superficiale e rigida del mantello. Una placca può trasportare crosta oceanica, crosta continentale oppure entrambe.
Il punto chiave è che le placche si muovono come unità nel tempo geologico. I continenti non derivano da soli attraverso un fondale oceanico immutato. Fanno parte delle placche che si muovono.
I tre tipi di margine di placca
Margine divergente: le placche si allontanano
In un margine divergente, due placche si allontanano l’una dall’altra. Questo avviene comunemente lungo le dorsali medio-oceaniche, dove si forma nuova crosta oceanica mentre materiale caldo risale e fonde sotto la dorsale.
Qui i terremoti sono di solito superficiali. Anche il vulcanismo è comune, ma spesso è meno esplosivo del vulcanismo sopra le zone di subduzione.
Margine convergente: le placche si avvicinano
In un margine convergente, le placche si muovono l’una verso l’altra. Ciò che accade dopo dipende dal tipo di crosta coinvolta.
Se una placca oceanica incontra un’altra placca e sprofonda sotto di essa, il processo si chiama subduzione. Le zone di subduzione sono associate a profonde fosse oceaniche, forti terremoti e numerosi vulcani. Se invece si scontrano due continenti, possono formarsi grandi catene montuose, ma un vulcanismo diffuso ad arco non è il risultato predefinito.
Margine trasforme: le placche scorrono lateralmente
In un margine trasforme, le placche scorrono orizzontalmente una accanto all’altra. Questi margini sono particolarmente noti per i terremoti, perché lo sforzo può accumularsi e poi liberarsi improvvisamente lungo le faglie.
I margini trasformi di solito non creano né distruggono grandi aree di crosta. La loro caratteristica principale è il movimento laterale e l’attività sismica.
Perché le placche si muovono
Il movimento delle placche è collegato a processi interni alla Terra alimentati dal calore, ma non è necessario ridurlo a una sola semplice spinta. I geoscienziati discutono comunemente della convezione del mantello insieme a effetti legati alla gravità, come slab pull e ridge push.
L’importanza relativa di questi effetti dipende dal contesto tettonico. Per esempio, una placca in subduzione può esercitare una forte trazione, ma questo meccanismo vale solo dove la subduzione è presente.
Esempio svolto: le Ande e la fossa Perù-Cile
Un forte esempio reale è il margine tra la placca di Nazca e la placca sudamericana lungo la costa occidentale del Sud America. Questo è un margine convergente.
La placca di Nazca è oceanica e si muove verso la placca sudamericana. Poiché la litosfera oceanica è in genere più densa della litosfera continentale, in questo contesto la placca di Nazca va in subduzione sotto la placca sudamericana. Questo unico schema di movimento spiega contemporaneamente diverse caratteristiche principali:
- si forma una fossa al largo dove la placca si piega verso il basso
- si verificano terremoti mentre le placche si bloccano, slittano e si deformano
- la generazione di magma sopra la placca in subduzione alimenta l’attività vulcanica nelle Ande
- la compressione contribuisce a costruire e sollevare catene montuose
Ecco perché la tettonica a placche è utile. Un unico schema di movimento collega forme del rilievo, terremoti e attività vulcanica in un modo più facile da ricordare rispetto a un elenco di fatti separati.
Perché i terremoti avvengono vicino ai margini di placca
Le placche non si muovono in modo uniforme ovunque. L’attrito può bloccare parti di un margine mentre il movimento continua altrove, così lo sforzo si accumula nel tempo. Quando infine le rocce si rompono o una faglia scivola, quell’energia elastica immagazzinata viene rilasciata sotto forma di terremoto.
Diversi tipi di margine producono diversi schemi sismici. I margini divergenti tendono ad avere terremoti superficiali. Le zone di subduzione possono produrre terremoti superficiali, intermedi e profondi perché una placca scende nel mantello. I margini trasformi sono dominati da terremoti superficiali lungo faglie trascorrenti.
Errori comuni nella tettonica a placche
Pensare che i continenti si muovano da soli
Nella moderna tettonica a placche, i continenti si muovono perché sono incorporati nelle placche. La placca è l’unità che si muove.
Supporre che ogni margine convergente produca vulcani
Gli archi vulcanici sono comuni dove avviene la subduzione. Non sono il risultato atteso di ogni collisione continentale.
Supporre che i terremoti avvengano solo ai margini di placca
La maggior parte dei grandi terremoti si concentra effettivamente vicino ai margini di placca, ma alcuni avvengono all’interno delle placche. Le mappe dei margini spiegano molto, ma non ogni caso.
Trattare la velocità delle placche come se fosse tutta la storia
La velocità delle placche conta, ma anche il tipo di margine, le proprietà delle rocce, la geometria delle faglie e il fatto che le placche siano bloccate influenzano il quadro di terremoti e vulcani.
Dove si usa la tettonica a placche
La tettonica a placche si usa per interpretare zone sismiche, archi vulcanici, rischio di tsunami, formazione delle montagne, espansione dei fondali oceanici e l’evoluzione a lungo termine di continenti e oceani. È anche un punto di partenza pratico per la valutazione dei rischi, perché conoscere il tipo di margine aiuta a restringere quali eventi siano più probabili.
Prova la tua versione
Scegli un margine di placca su una carta del mondo e poniti tre domande: le placche si stanno allontanando, avvicinando o scorrono una accanto all’altra; quali caratteristiche superficiali dovrebbe creare questo; e che tipo di terremoti ti aspetteresti lì? Questo rapido controllo spesso basta per fissare il concetto.
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