Il modo più rapido per distinguere i legami ionici da quelli covalenti è chiedersi che cosa fanno principalmente gli elettroni. Se gli elettroni vengono trasferiti a sufficienza da formare ioni con carica opposta, il legame è descritto come ionico. Se gli elettroni sono condivisi tra gli atomi, il legame è descritto come covalente.
In molti esempi introduttivi, metallo + non metallo indica un legame ionico e non metallo + non metallo indica un legame covalente. Questa scorciatoia è utile, ma non è la definizione. L’idea più affidabile riguarda la distribuzione degli elettroni.
Legami ionici vs covalenti a colpo d’occhio
Un legame ionico è modellizzato come attrazione elettrostatica tra un catione e un anione. Un legame covalente è modellizzato da due atomi che attraggono una coppia di elettroni condivisa.
Questa differenza spesso cambia la struttura che ci si aspetta. Le sostanze ioniche di solito formano reticoli cristallini estesi invece di piccole molecole separate. Le sostanze covalenti spesso formano molecole come acqua, ossigeno o anidride carbonica, anche se alcune sostanze covalenti formano anche grandi reticoli.
Che cosa rende un legame ionico o covalente
Nel modello ionico, la densità elettronica si sposta abbastanza da far trattare un atomo come carico positivamente e un altro come carico negativamente. La descrizione del legame si basa quindi sull’attrazione tra queste cariche.
Nel modello covalente, gli elettroni non sono trattati come completamente trasferiti. Invece, gli atomi condividono coppie di elettroni e entrambi i nuclei attraggono quella densità elettronica condivisa.
Per questo trasferimento e condivisione sono più che semplici parole. Descrivono due modi diversi con cui i chimici modellizzano dove si concentra la densità elettronica.
Le sostanze reali non sono sempre perfettamente dell’uno o dell’altro tipo. Il legame può avere sia carattere ionico sia covalente, quindi la distinzione tra ionico e covalente va considerata soprattutto come un modello utile, in particolare nella chimica introduttiva.
Esempio svolto: cloruro di sodio vs acqua
Il cloruro di sodio, , è un classico esempio ionico. Nel modello introduttivo, il sodio perde un elettrone e il cloro acquista un elettrone:
L’attrazione tra e aiuta a tenere unito il solido in un reticolo ionico ripetuto.
L’acqua, , è diversa. Ossigeno e idrogeno sono entrambi non metalli, e i legami sono trattati come covalenti perché gli elettroni sono condivisi. La condivisione non è uguale, quindi i legami sono covalenti polari, ma restano covalenti e non ionici.
Messi a confronto, il contrasto è chiaro. Il cloruro di sodio è modellizzato con ioni in un reticolo, mentre l’acqua è modellizzata come una molecola con coppie di elettroni condivise tra gli atomi.
Errori comuni
Considerare metallo più non metallo come la definizione
Questo schema funziona spesso nella chimica introduttiva, ma resta una scorciatoia. La spiegazione più solida riguarda la distribuzione degli elettroni, non solo le etichette della tavola periodica.
Pensare che covalente significhi condivisione perfettamente uguale
Il legame covalente significa solo che gli elettroni sono condivisi. La condivisione può essere disuguale, dando luogo a legami covalenti polari.
Supporre che ionico significhi una piccola molecola di due atomi
Per un solido come il cloruro di sodio, l’immagine migliore è quella di un grande reticolo ionico ripetuto, non di un insieme di piccole molecole isolate.
Quando la differenza è utile
La distinzione tra ionico e covalente è utile quando vuoi fare una prima previsione su struttura e proprietà. Per esempio, i solidi ionici hanno spesso punti di fusione elevati e conducono elettricità quando sono fusi o disciolti, mentre le sostanze covalenti molecolari spesso si comportano in modo diverso.
È anche un utile primo criterio di classificazione prima di affrontare argomenti come strutture di Lewis, elettronegatività, polarità del legame e forze intermolecolari.
Prova un confronto simile
Prova una tua versione con e . Poniti la stessa domanda in ciascun caso: gli elettroni vengono principalmente trasferiti a sufficienza da formare ioni, oppure sono soprattutto condivisi tra gli atomi? Se vuoi fare un passo successivo utile, esplora l’elettronegatività per capire perché alcuni legami covalenti sono molto più polari di altri.
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